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Storia

Ultima modifica 13 aprile 2018

Cellarengo compare per la prima volta in un documento dell'anno 862. Ricompare, con certezza, una seconda volta nel 901 in un diploma dato dall'Imperatore Lodovico II in favore del Vescovo di Asti, in cui è detto: «...concediamo ancora tutto il territorio e tutta la selva detta Cellare, secondo i confini sovraesposti... ».

Verso l'anno 1000 è certa l'appartenenza di Cellarengo, con Valfenera, all'abbazia di Nonantola, dalla quale venne ceduta nel 1034 al conte di Pombia. È in questo periodo che il nome muta da Cellare in Cellarenigo, la cui desinenza -enigo risulta di derivazione germanica.

Infatti in un diploma del 1041 che sancisce una donazione di territori da parte di Enrico II al Vescovo di Asti, il primitivo nome di Cellare è mutato in Cellarengo. Nel 1200 Cellarengo appartenne al Monastero di S. Anastasio di Asti e fu sede di un convento di monache dipendente da quello astese. Nel 1241 risulta che il villaggio era già stato costituito in Comune.

Nei secoli successivi Cellarengo viene concesso in feudo alla nobile famiglia dei Malabayla (1321), e quindi ai Pelletta nel 1347. il feudo passa poi ai Guttuari di Ferrere all'inizio dcl XV secolo e ai Montiglio, signori di Villanova, nel 1521.

I rapporti tra il paese di Cellarengo e quello confinante di Valfenera si mantennero quasi costantemente amichevoli. E quando sorsero fra i due centri divergenze di vedute e di interessi le controversie vennero composte con transizioni arbitrali, come nel 1466 quando vennero amichevolmente definiti i confini dei rispettivi territori.

La popolazione di Cellarengo ne1 1588, come risu1ta da una visita pastorale di Mons. Panigarola, era di 170 anime, e nel quarantennio successivo anziché salire diminuì a 132.

La causa fu una serie di pestilenze che affilissero il Piemonte e tutta l'Italia in quel periodo. In particolare le pestilenze furono tre: quella del 1599, quella del 1625 e contemporaneamente alla fine di quest'ultima la popolazione fu afflitta dalla carestia. Quando questa attorno al 1630 allentò la sua morsa prese posto nuovamente il flagello della peste, la più terribile di tutte.

Come quasi tutti i paesi dell' alto medioevo, Cellarengo ebbe un castello, già ricordato nel diploma del 1041 in cui si legge che l'imperatore donava al Vescovo Pietro «...il castello di Cellarengo con la cappella, la corte e la selva... ».

Questo castello doveva essere un bell'edificio Medioevale con un ampio salone e parecchie camere. Nclle adiacenze aveva giardini, frutteti e una vigna, di proprietà del castello, che era costeggiata da un viale con piante di platano.

Il castello che nel Medioevo aveva Subito numerosi attacchi e violenze, era in parte rovinato e in parte esisteva ancora alla metà del secolo scorso. Ne era proprietario il conte Ricardi di Netro il quale morendo in ancor giovane età lo lasciava alla sorella contessa Rita.

Passò quindi in proprietà dei fratelli Jona di Canale. Questi a loro volta lo rivendettero ad alcuni contadini, i quali verso il 1880 lo distrussero per venderne i mattoni. Così del castello non rimane più traccia.